Il curriculum vitae dovrebbe rappresentare la persona che sei. In realtà, spesso riflette solo come ognuno di noi interpreta in modo unico questo strumento. C’è chi inizia con una lunga introduzione personale e chi preferisce andare dritto al sodo. Alcuni scrivono CV essenziali di due pagine, mentre altri si perdono in un lungo elenco di esperienze, corsi, soft skill e aggettivi. C’è chi opta per modelli grafici elaborati e chi, invece, si accontenta di un semplice elenco cronologico.
Il risultato? CV molto diversi tra loro, complicati da confrontare, spesso letti in fretta o filtrati automaticamente. Non è che il contenuto non abbia valore, ma il formato non aiuta realmente a capirsi.
Negli ultimi anni, il curriculum è diventato sempre più “standardizzato” e, allo stesso tempo, sempre più fragile: si aggiorna in pochi minuti, si adatta facilmente a ogni annuncio e si moltiplica. Ma, paradossalmente, più aumenta il volume, meno chiarezza viene. E così si verifica un paradosso: più CV invii, meno ti senti visto come individuo.
Oltre il CV: orientamento e consapevolezza
Il problema non è tanto il curriculum in sé, quanto il fatto che da solo non basta più a raccontare chi sei, come lavori e in quale contesto puoi esprimerti al meglio.
Perciò, è fondamentale prendersi un momento di pausa prima di candidarsi ovunque. È importante capire:
- che tipo di lavoro stai cercando davvero,
- quali sono le tue attitudini,
- in quali ambienti puoi funzionare meglio.
Su Milan-Job, il CV non viene eliminato, ma affiancato da strumenti di orientamento e di lettura attitudinale. Gratuiti. Per aiutarti a fare scelte più consapevoli prima di candidarti.
Perché il lavoro non è una lotteria. È una relazione che inizia quando entrambe le parti si comprendono meglio.
