Esperienze e Storie

La prima job fair milanese di INCO Academy: tredici persone, tante storie, un incontro vero

Il 22 ottobre abbiamo organizzato insieme a INCO Academy la prima job fair italiana dell’academy, negli uffici di Salesforce a Milano. Tredici persone, storie da ogni parte del mondo, aziende e agenzie per il lavoro nello stesso posto. Non una fiera tradizionale, ma un incontro vero: ecco com’è andata e cosa ci ha confermato.

La prima job fair milanese di INCO Academy: tredici persone, tante storie, un incontro vero

Il 22 ottobre negli uffici di Salesforce, nel cuore di Milano, abbiamo organizzato insieme a INCO Academy la prima job fair italiana promossa dall’academy: un pomeriggio pensato per mettere nello stesso posto candidati, aziende e agenzie per il lavoro, senza schermi in mezzo.


Non era una fiera con centinaia di stand e sacchetti di gadget. Era qualcosa di più piccolo, e crediamo che proprio per questo abbia funzionato. Tredici persone che si sono raccontate davvero, aziende che le hanno ascoltate davvero, relazioni che hanno avuto il tempo e lo spazio per nascere. In un’epoca in cui gli eventi di recruiting misurano il successo a numero di presenze, noi stiamo imparando che la qualità di un incontro vale molto di più della sua scala.
 

13 persone diplomate nei percorsi Google Data Analytics e Cybersecurity di INCO Academy: storie diverse, percorsi non lineari e competenze solide, spesso poco visibili su un foglio A4. Alcune vivono a Milano, altre arrivano da Torino, Padova, Venezia, Firenze, Roma. Ma le loro origini vengono da ogni angolo del mondo, e ascoltarle raccontare i propri percorsi, le proprie motivazioni, il coraggio con cui hanno scelto di reinventarsi o di costruire qualcosa di nuovo era, francamente, emozionante. Ci chiedevamo quante energie, quante competenze e quanto potenziale restino spesso invisibili a un mercato del lavoro che ancora fatica a guardare oltre il curriculum.

 

La mattinata è partita con Salesforce, che ha raccontato il proprio mondo: cosa cercano, cosa apprezzano, come si entra nel settore tecnologico oggi. Un contributo concreto, utile soprattutto per chi si affaccia per la prima volta a certi ambienti.
 

Poi è toccato a noi.
 

Abbiamo lavorato partendo da un’idea che per Milan-Job è quasi un principio fondante: cercare lavoro è un lavoro. Non un’attività residuale da fare nei ritagli di tempo, ma qualcosa che richiede metodo, consapevolezza e, sì, un po’ di pazienza con se stessi.
 

Nella sessione abbiamo ragionato su una domanda semplice: cosa vede davvero un recruiter nei primi 30 secondi? Il CV racconta studi ed esperienze, ma le attitudini, le motivazioni, il modo in cui una persona si relaziona non le vedi subito. Milan-Job prova a costruire un profilo più completo proprio per questo: non per sostituire il colloquio, ma per arrivarci con più elementi a disposizione.

 

Dal profilo all’incontro

Il pomeriggio ha dato senso a tutto il resto.
 

Al tavolo si sono seduti alcuni partner di Milan-Job: La Soluzione SpA, WINSEARCH Italia del gruppo iziwork Italia, PROMAN Group, R-Cyber e INFORMATTIVA Srl. I partecipanti si sono presentati, hanno fatto domande e hanno cominciato a capire non solo se c’erano posizioni aperte, ma se quelle realtà erano posti dove avrebbero voluto lavorare.
 

È una cosa che si dimentica spesso: una candidatura può iniziare online, ma spesso è nell’incontro faccia a faccia che una persona riesce davvero a raccontarsi e a capire se quello è il posto giusto.

 

Quello in cui crediamo

Siamo una piattaforma digitale, ma la nostra scommessa non è solo far incontrare profili e offerte attraverso uno schermo. Vogliamo anche “scendere a terra”: creare momenti reali, mettere le persone nello stesso luogo, costruire relazioni che un algoritmo non può costruire. Essere concentrati su Milano e hinterland non è un limite di scala, è una scelta, perché la vicinanza permette di conoscere davvero le realtà presenti, di capire i contesti e di trasformare un contatto digitale in qualcosa di più.
 

Il Tech Talent Day lo ha dimostrato concretamente, e ci ha confermato anche un’altra cosa: un ecosistema del lavoro funziona meglio quando chi forma, chi seleziona e chi assume riesce a parlarsi davvero. INCO Academy ha portato competenze e percorsi accessibili, le aziende hanno portato esigenze reali, Salesforce ha reso possibile ospitare tutto in un contesto internazionale e orientato all’innovazione, e Milan-Job ha provato a tenere insieme i pezzi, con il territorio come bussola.
 

Un grazie a Susanna Bin, che ha guidato il lavoro di INCO Academy in Italia e costruito con noi questa collaborazione da zero, e a Banafsheh Saleminezhad, che tiene viva ogni giorno la comunità di studenti e diplomati, creando le connessioni giuste perché le cose accadano davvero. E soprattutto grazie ai ragazzi e alle ragazze che si sono presentati, si sono messi in gioco e hanno accettato di raccontarsi.

 

Non è stato un evento isolato. È stato il primo passo di qualcosa che vogliamo continuare a costruire: digitale quando serve, fisico quando crea valore, sempre vicino al territorio e alle persone che lo abitano.
 

Milano, per noi, è il punto di partenza. Quando le connessioni che stiamo costruendo qui saranno solide e davvero utili per tutti, candidati, aziende e partner, l’idea è di portare questo modello in altre città italiane, una alla volta, con la stessa cura e lo stesso radicamento. Non una replica automatica, ma ogni volta un ecosistema nuovo da costruire insieme.